Commenti alla prima parte del Capitolo 1- The Awakening
Questo post serve per permettere a voi di lasciare dei commenti su quello che ho scritto fino ad ora. Il primo capitolo lo trovate nella striscia alla vostra destra sotto la voce pages, la prima voce dell’elenco. Se non lo avete ancora fatto vi invito prima a leggere l’introduzione al mio blog alla pagina: “Cos’è Unforgivable Memories?”.Ma per il momento non è fondamentale.
Molto importante invece è che vi sia chiaro come scrivere i vostri commenti…
Per farlo potete o premere sul titolo di questo post oppure premere in basso sul numero di commenti(per ora nessuno) che sono già stati scritti. La pagina che si aprirà sarà la stessa, lì potrete leggere i commenti degli altri e scrivere i vostri.
Spero che non ci siano state scorrettezze o ambiguità nelle mie parole, aspetto con ansia le vostre critiche e spero che ci sia qualcosa che riterrete interessante in quello che spero leggerete.
Auguro a tutti una buona lettura ed un buon divertimento…
Zafiro
samantha ha detto,
Gennaio 20, 2008 a 4:02 pm
Ciao Giulio, adesso che ho trovato lo spazio commenti non mi perdo in quisquilie e comincio subito ad esporti il mio pensiero. Per quanto concerne l’ oggetto del racconto non mi avventuro in alcun commento perchè la storia è ancora al suo principio. Nel periodare ho notato alcuni elementi che nocciono alla fluidità della lettura: quando parli della natura che sveglia il protagonista come si fa con un figlio scrivi “come una madre fa con il suo figlio”; penso che scorrerebbe meglio senza “il” oppure senza “suo”, ma non con entrambi. Ho provato difficoltà nella comprensione dell’ effettiva posizione del cespuglio che definisci “cresciuto in obliquo”; nel frammento in cui descrivi i soldati con la spada dici “provando gioia nell’ usarla”; in luogo del gerundio potresti usare una proposizione relativa (che provavano gioia), oppure spostare la frase dopo “pronti a sfoderare la vecchia spada che portavano alla vita”. Per delineare lo stendardo credo sia superfluo dire ” tre teste di tre animali differenti”, si comprenderebbe anche se omettessi un tre. L’ uomo che abita la casa dove giunge il protagonista lavora il cucchiaio con ” buona maestria”, ma con la parola maestria descrivi già la sua abilità, quindi “buona” è un’ iterazione. Quando il cane abbaia e l’ uomo si ritira veloce non cambi soggetto e ad una lettura poco attenta potrebbe sembrare che sia il cane a ritirarsi. Le descrizioni di alcune parti sono efficaci, ad esempio mi sembra ben riuscita la rappresentazione iniziale del bosco, tuttavia lo scorrere del giorno è eccessivamente veloce e il passaggio alla tenebra è repentino. Talvolta le dizioni sono elementari, e le espressioni in alcuni frammenti di discorso, in alcune figurazioni, non danno luogo ad un coinvolgimento dei sensi. La seconda parte del racconto mi ha avvinto particolarmente, hai reso bene l’ atmosfera quieta e familiare che si riscontra in casa dei due personaggi, e l’ accenno alla guerra e alla solitudine che l’ uomo proverebbe privato della presenza della figlia suscitano curiosità e inducono a porsi domande sui possibili risvolti. Credo di non aver trascurato nulla, continua a scrivere perché sono ansiosa di leggere il continuo!
zulushells ha detto,
Gennaio 22, 2008 a 11:59 pm
Carissimo!
sono al dunque.
Non mi trovo troppo d’accordo con Samantha perchè mi piace l’effetto delle diverse durate. “The Awakening” è il titolo e la prima parte capitolo è molto lenta descrittiva. Sarebbe un controsenso non descrivere cosa succede al “risveglio”, anche nel senso più stretto, del personaggio. Alla fine, il nostro, ha passato un pò di tempo camminando “sentendo il proprio cuore”, non facendo attenzione allo scorrere delle ore.
il personaggio ha già una forma, fatta in grassetto certo, ma intravedo alcune cose: è un acuto osservatore, sa usare una spada, è attento. Credo che sia un fino combattente.
La seconda parte è davvero strana. Condivido l’osservazione di Samantha sull’ambiente familiare e “caldo”, mi piace molto il modo che hai usato per accennare agli svolgimenti. Nel contempo trovo che il grosso del lavoro sia da fare in questa seconda parte.
“Il contadino alzò gli occhi dal suo cane, si girò e restò immobile per qualche secondo a fissare lo spazio vuoto sull’appendiabiti; il suo sguardo divenne duro come il marmo, aumentò la presa sul bastone come a volersi sfogare su di lui. Poi qualcosa a cui aveva pensato lo fece ritornare alla normalità, allentò la presa sul bastone, si guardò ancora in giro e rientrò in casa con un espressione tranquilla.”
Secondo me, visto che stai parlando del personaggio (e dopo continui per un po’), dovresti scrivere senza spostare il soggetto: è sempre il PG che vede?descrivi SOLO quello che vede.
E’ immerso nell’oscurità, vedrà solo che l’uomo è stato immobile e, al limite, quando sta rientrando la luce del camino illuminerà la sua faccia “stranamente” tranquilla.
I soldati potrebbero parlare in modo più rozzo\volgare. La loro barba potrebbe essere non “non curata” ma “incolta”, sempre se quello che intendi è una barba crespa\riccia\ispida. C’è una guerra, la barba è non può essere “non curata”,
.
Migliora la costruzione di questa frase: “Sembravano tutti uomini duri pronti a sfoderare la grossa spada che portavano alla vita e pronti a dimostrare di saperla usare e , pensò l’uomo nascosto, provando gioia nell’usarla.”[ripetizione del pronti, mi pare cacofonica]
Non so dirti sul termine “gioia”, io avrei usato “gusto”. Per una serie di motivi: la guerra rende un pò succubi di se stessa i soldati[alla fine vivono per e con quello]. E’ sempre, però, una MIA visione.;)
Condivido con Samantha il fatto che in alcuni punti dovresti cambiare il linguaggio per coinvolgere il lettore.
Mi sembra anche un pò “psicologica” l’impostazione attuale, potresti calcare la mano su quello che pensa e prova il nostro anonimo!
Detto questo, continua: è avvincente!
Buona Scrittura!
Mariakiara ha detto,
Gennaio 25, 2008 a 2:39 pm
Abbiamo letto insieme il tuo racconto così tante volte che ormai sai già cosa ne penso per cui la gran parte delle cose che riporterò non saranno inaudite per te….tuttavia,siccome insisti affinché lasci anch’io un commento,ecco la mia “critica”.
Partiamo dal principio. Il tuo racconto inizia con l’inizio del giorno e con il risveglio del Bosco,che le tua descrizione rende vivo e dinamico. I vivaci movimenti di ogni singola creatura appaiono come il movimento degli arti di una creatura più grande. Non so quanto la mia sensazione sia condivisibile da altri,ma ritengo che il bosco sia il primo personaggio del tuo racconto.
Efficace l’immagine dell’erba –terra –madre.
Credo anch’io che il trascorrere del tempo non sia reso appropriatamente : dovresti soffermarti un po’ di più a parlare del cammino dell’uomo,che -ricordiamo!- dura ben un giorno! È comprensibile, a ben pensarci, che dopo una giornata trascorsa a camminare nudo e scalzo, al freddo, senza mangiare, smarrito e con i graffi delle sterpaglie e dei sassi , quest’uomo sia in uno stato di trance, direi, al punto da non distinguere le pulsazioni del suo cuore dal suono dei tamburi,e quindi ciò che accade in lui da ciò che accade intorno a lui…credo sarebbe opportuno o quantomeno apprezzabile, che tu scrivessi che lo stato di confusione mentale sia dovuto al perdurare di un dolore fisico o a qualcosa del genere,al fine di evitare che questo disorientamento possa apparire esagerato,soprattutto ad una lettura meno attenta. Detto almeno questo,puoi anche non attardarti più di tanto a descrivere cos’ha fatto nell’arco di tutta la giornata (soprattutto perché ha solo camminato) , come ben suggerisce Zulu.
Anch’io non ho ben capito la parte del cespuglio…o meglio, com’è fatto il nascondiglio che l’uomo trova…potresti descriverlo con qualche particolare in più, e magari dare anche qualche indicazione sul tipo di vegetazione in questo “bosco”,qualcosa che inizi a rendere unico il mondo che stai creando. Tuttavia, siccome non è un dettaglio essenziale, quello del cespuglio, puoi anche sorvolare su questa piccola richiesta.
Non mi piace come hai descritto lo stendardo portato dai soldati…sei stato molto grezzo. Hai detto che “a quella distanza” l’uomo non riesce a distinguere le figure nettamente…allora mi dici come fa a cecare le rughe sui volti di quei bestioni corazzati e a notare tutti quei particolari sul loro abbigliamento e sulla barba!?!?…ci mancava poco che non scrivessi anche che l’uomo nascosto notava che i soldati non avevano fatto la manicure!
Per quanto riguarda il linguaggio dei soldati, mi trovi d’accordo con Zulu! Sarebbe meglio fargli adottare una parlata più virilmente scurrile,magari con qualche gergo particolare o con qualche particolare significato,usato solo dai soldati .
Per quanto riguarda la seconda parte, nella scena a casa di Roghar e Maereedit, ancora una volta mi trovo d’accordo con Zulu: atmosfera familiare ricreata magistralmente,ma molto da rifinire.
Forse potresti parlare un po’ più della casa, anche solo soffermandoti su qualche piccolo oggetto che riveli qualche attitudine particolare dei personaggi o che sia legato a qualche evento, e che quindi,in modo indiretto, dia qualche informazione sul carattere dei personaggi…insomma,un po’ come hai fatto con il cucchiaio di legno…solo che potresti coinvolgere nella descrizione altri dettagli della casa.
Io toglierei subito il particolare del panno per asciugare il sudore di Roghar a tavola… capisco che vuoi rendere l’idea di persone un po’ contadinesche e poco attente al galateo…però questo è un dettaglio che fa un po’…schifo…
Mi piacciono le tue idee e il modo in cui le proponi nel testo, l’ordine che dai all’argomentazione e soprattutto le immagini di alcune descrizioni. Il tuo modo di scrivere è, in generale, semplice,ma non sempre fluente ed efficace. A volte sei davvero incisivo e coinvolgente,le tue parole tradiscono passione e attenzione ai particolari…a volte non lo sei affatto o lo sei di meno. Credo che questo calo di efficacia,quando c’è, sia dovuto al fatto che il tuo linguaggio a volte si fa un po’ troppo tecnico: forse nel tentativo di conferire elevatezza al tuo stile perdi in profondità. L’altra nota negativa è che il tuo linguaggio a volte è un po’. . .“diluito”: alcune frasi sono piene di parole superflue.
Inoltre scrivi troppo poco alla volta, dovresti impegnarti di più in quello che fai! Considerando che hai le giornate totalmente libere da ogni impegno potresti concentrarti di più su questo progetto.
zulushells ha detto,
Febbraio 2, 2008 a 8:37 am
“Guardò il giaciglio ai suoi piedi con interesse, la stanchezza lo rendeva nervoso.” lo cambierei con “Guardò il giaciglio ai suoi piedi con interesse: la stanchezza lo rendeva nervoso.”
“Si avvicinò al tavolino slacciandosi l’ELMO e, dopo averlo rimosso dalla testa, lo appoggiò delicatamente. Prese una grossa boccata d’aria ed assaporò la libertà dovuta all’assenza di ELMO.”
La ripetizione è superflua. Potresti usare qualcosa come “…libertà dovuta al diretto contatto con l’aria dellla sera\del mattino”, o naturalmente unire questa frase con quella seguente.
La seconda parte è molto composta, mi piace. La descrizione di questo generale è interessante, molto. Mi piace l’idea che sia fedele al sovrano e forte con i suoi sottoposti!
.
Non so come si evolverà la cosa, per ora guarderò.
Complimenti, continua: è interessante!
ClarkKent ha detto,
Aprile 8, 2009 a 11:02 pm
Extraordinarity: ,